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Bi-Amplificazione con ampli in classe D: nuova esperienza istruttiva …


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ilmisuratore

Infatti non avviene nessun "miracolo matematico" dal punto di vista delle tensioni

Sono le potenze a cambiare...dunque se l'effetto "equivalente" corrisponde ad un impiego del tipo "sento come se fosse alimentato da finali piu grossi" ci può stare...ma i volt delle tensioni non si sommano

Gustavino
6 hours ago, SimoTocca said:

è sostanzialmente una verità che ho potuto sempre toccare con mano…anzi con orecchio!

Già la potenza e' relativa conta piu la qualità dell ampli ,in  pochi l hanno capita...

  • Haha 1
SimoTocca

Mi fa piacere aver postato una discussione che riporta di attualità un concetto di molti anni fa…

Con apporti teorici e chiarimenti tecnici…

Certamente ci sono stati sviluppi importanti dalle prime volte in cui è stata proposta e attuata…

Purtuttavia la Multiamplificazione (e Bi) attiva non la si vede così spesso in giro per le Fiere Audio.

Salvo eccezioni, in genere si vedono “tromboni” di amplicatori monofonici da 500 W per canale… piuttosto che un insieme di piccoli ampli configurati in multi-aplificazione…

Lo dico perché, sia a Monaco che a Vienna, al HiEnd, nelle sale importanti, raramente ho visto (e ascoltato) una soluzione del genere..

ferroattivo

Per molti anni ho usato la biamplificazione passiva sulle mie ex Infinity IRS Delta , ma anche sulle Altec la voce del teatro , per me molto meglio che con un singolo amplificatore , ho usato un veloce finale a transistor per la gamma bassa e un correntoso finale a valvole per la gamma alta , avevo il pre con 2 uscite di cui una uscita regolabile , un gran bel divertimento. 
Attualmente ho la multiaplificazione con pre linea , 4 finali (3 valvolari 1 finale a transistor) e crossover attivo . Questa soluzione è molto più difficile da gestire , praticamente è come un cantiere aperto , ma mi diverto parecchio

  • Melius 2
Aniroceppa
9 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

il possibile beneficio della biamplificazione passiva andrebbe ricercato nella separazione parziale dei carichi. Infatti, ciascun finale lavora su una specifica sezione del filtro e si confrotna con una richiesta di corrente meno gravosa rispetto a quella chee avrebbe alimentando l’intero diffusore. Questo, almeno in teoria può ridurre lo stress termico  dell’amplificatore e limitare l’influenza delle forti richieste  della gamma bassa che impatta sulla pulizia e sulla linearità della sezione medio-alta.

La biapmlificazione consente una diversa distribuzione del lavoro tra i finali

 

L'uso di due finali in biamp passiva non comporta alcuna riduzione di richiesta di corrente o di "distribuzione del lavoro".

Semplicemente la richiesta di corrente è la stessa, a gamma intera, per ciascuno dei due finali, poi il filtro passivo scarta quello che non gli serve.

Non c'è alcun vantaggio o beneficio dovuto al fatto che i due finali vadano ad alimentare sezioni diverse del filtro, perchè non è così: ogni finale alimenta tutto, poi il filtro scarta quello che non gli serve.

Sempre dallo stesso unico filtro di crossover si passa, ed è un filtro passivo, non passa alcuna informazione al finale su quale gamma di frequenze debba amplificare.

1 ora fa, ferroattivo ha scritto:

Per molti anni ho usato la biamplificazione passiva sulle mie ex Infinity IRS Delta , ma anche sulle Altec la voce del teatro , per me molto meglio che con un singolo amplificatore , ho usato un veloce finale a transistor per la gamma bassa e un correntoso finale a valvole per la gamma alta , avevo il pre con 2 uscite di cui una uscita regolabile , un gran bel divertimento. 

Questo si chiama equalizzare a piacimento. Poco a che vedere col discorso. 

Erik il Rosso
4 ore fa, ferroattivo ha scritto:

Attualmente ho la multiaplificazione con pre linea , 4 finali (3 valvolari 1 finale a transistor) e crossover attivo . Questa soluzione è molto più difficile da gestire , praticamente è come un cantiere aperto , ma mi diverto parecchio

Ti sto vicino, ho terminato proprio  in questi giorni la mia nuova configurazione con diffusori attivi tri amplificati sopra gli 80 hz e ulteriore biamplificazione attiva sotto 18/36 hz e 36/80 con sub diy.. credo che metterla a punto sarà la cosa più divertente, difficile ma già la prima impressione è….impressionante sotto ogni aspetto.

  • Thanks 1
MaurilioMc

Ragazzi, perdonatemi se mi permetto di esprimere la mia modestissima opinione sugli ultimi interventi. Per me, la biamplificazione attiva stereo con crossover elettronico esterno,funziona così. Preamplificatore stereo, crossover elettronico stereo a 2 vie, primo finale stereo per gamma bassa del canale destro e del canale sinistro, secondo finale stereo per gamma acuta del canale destro e del canle sinistro. Quindi il primo finale amplifica il woofer della cassa destra e il woofer della cassa sinistra, il secondo finale amplifica il tweteer della cassa destra e il tweeter della cassa sinistra. Poi, magari, sbaglio io. 

Erik il Rosso

@MaurilioMc

funziona esattamente così e può essere a più vie, non ci sono limitazioni. Può anche essere ibrida, cioè una delle vie attive, normalmente quella medioalta, può contenere un taglio tra MID e tweeter con crossover non digitale ma a condensatori e bobine. Le difficoltà sono poi nel corretto allineamento anche temporale delle vie.

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