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Bi-Amplificazione con ampli in classe D: nuova esperienza istruttiva …


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4 minutes ago, SimoTocca said:

E qui invece hai perso un’occasione per andarti a studiare tutta la filosofia che c’è dietro I classe D… che, wè, per forza di cose sono analogici, ma Putzyes ti spiega il perché di quella nuova distorsione non prevista e quindi non misurata…

Una lunga spiegazione tecnica, ragionata, che fra l’altro mi ha fatto piacere leggere perché io spesso ho detto, sia a te che all’amico Misuratore, che puoi misurare solo quello che conosci… quello che non conosci non lo misuri! 
Leggere, leggere.., che è interessante, poi se ne riparla .. magari nella discussione che abbiamo aperto sui classe D..

Al momento uso nel mio sistema un pre-equalizzatore Klark Teknik DN15 (vedi pagina su Melius con descrizione). 

Klark Teknik per la serie DN usava nuclei in ferrite con air-gap a precisione rettificata ("precision-ground air-gap ferrite cores") abbinati a bobine avvolte su misura (Solaris).
Cosa significa l'air-gap?
È un dettaglio costruttivo raffinato: interrompere il nucleo di ferrite con un piccolo spazio d'aria riduce la permeabilità effettiva, ma linearizza enormemente la curva di magnetizzazione, abbattendo proprio l'isteresi. È una soluzione ingegneristica di alto livello, ottenuta empiricamente dagli inglesi negli anni '70. Forse anche utilizzando misure sul banco, oltre che a orecchio. Gli ingegneri hanno capito che un vuoto d'aria poteva ridurre un effetto magnetico negativo anche se difficilmente misurabile e secondo alcuni ancor meno percepibile dall'orecchio umano (ma costoro sbagliano perché l'orecchio lo percepisce in termini di sensazione fisica non confortevole). Tanto per dire che le misurazioni sono a volte semi-cieche in quanto parziali. Altre volte ho detto che misurare tutto non è al momento possibile e che l'unico strumento olografico di misurazione resta quello psicoacustico, a scorno di chi lo sminuisce. Ma vabbè, entriamo in un campo differente che abbandono subito.

  • Thanks 1
SimoTocca

@one4seven Penso che potrebbe suonare offensivo per i più esperti farsi spiegare da me che sono un semplice appassionato non tecnico, che gli ampli in classe D sono definiti “digitali” per il fatto di far lavorare i transistors di potenza o pienamente on o pienamente off, quindi ricalcando lo schema di base del digitale dello 0 e 1.

Motivo per il quale gli ampli in classe D, con un gioco di parole, si dicono Digitali… specie all’inzio… poi si è capito anche che questo generava confusione e si è smesso di chiamarli così…

Purtuttavia le distorsioni di uscita dei classe D sono assai diverse, per il loro funzionamento tutto on/tutto off, e questo ha determinato che i primi (e non solo i primi) progetti suonassero peggio dei classe A o AB, proprio per questa loro peculiare distorsione di uscita.. 

Insomma… bello leggere e approfondire per capire quante cose non si conoscono (e quindi non si misurano!) ma che il nostro orecchio, pur imperfetto, riesce a cogliere meglio di qualsiasi oscilloscopio! Secondo il mio punto di vista: bellissimo!

P.S. Questo non vuol dire che qualsiasi cosa si “senta” sia vera, intendiamoci... ma qui si aprirebbe la solita diatriba fra misure e ascolto soggettivo… e non è questa la sede..

23 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Ma.. è qui scatta forse un’altra discussione con rischio “rissa”, l’effettiva potenza misurata non si traduce in effettiva potenza “percepita”. 
In altri termini: con il Pass in classe A da 100 W su 4 ohm “percepisco” una capacità di pilotaggio pari all’audiophonics da 450 W! 

Anche questa è una affermazione generalmente errata. A parità di tensione e corrente non esiste e non può esistere alcuna differenza.  Quel che succede è che, sempre in generale, i classe a sono meno controreazionati e quindi hanno un clipping molto morbido. I classe d quando clippano lo fanno molto repentinamente. Non lasciano scampo, non vanno fatti clippare. I classe a perdonano molto di più ma non suonano più forte, arrivati a fondo tensione non possono andare oltre, quel che succede è che arrivati al limite il volume non sale, sale  invece il volume medio, in pratica stanno facendo una specie di compressione come fanno i valvolari. Poi uno può percepire che suona più forte, in realtà sta semplicemente comprimendo. Il risultato è un volume medio più alto, non un suono più forte. Sempre clipping è solo che si nota meno. 

  • Thanks 2
widemediaphotography

Fermo restando che la multiamplificazione attiva vince a mani basse contro qualunque sistema passivo, è sempre opportuno ricordare che un amplificatore, quando opera entro la propria zona lineare, si comporta fondamentalmente come un generatore di tensione. A parità di carico, è quindi la tensione ai morsetti a determinare la potenza erogata. Nel caso di un diffusore reale il discorso è più articolato, perché l’impedenza varia sensibilmente con la frequenza, ma il principio di base non cambia.

Da ciò consegue che l’impiego di due amplificatori non comporta automaticamente un raddoppio del desiderato...

A mio modesto parere, il possibile beneficio della biamplificazione passiva andrebbe ricercato nella separazione parziale dei carichi. Infatti, ciascun finale lavora su una specifica sezione del filtro e si confrotna con una richiesta di corrente meno gravosa rispetto a quella chee avrebbe alimentando l’intero diffusore. Questo, almeno in teoria può ridurre lo stress termico  dell’amplificatore e limitare l’influenza delle forti richieste  della gamma bassa che impatta sulla pulizia e sulla linearità della sezione medio-alta.

La biapmlificazione consente una diversa distribuzione del lavoro tra i finali, con possibili vantaggi in termini di margine, di stabilità e riduzione di alcune  interazioni tra le sezioni del diffusore.

Se esistono marginali benefici, in alcune condizioni dal bi-wiring a maggior ragione la bi-ampl. comporta alcuni vantaggi, ma la vera svolta consiste nella multiamplificazione attiva!

 

Infine, è certo... quello che non si conosce non si misura, ma una volta scoperto si va avanti, altrimenti saremmo rimasti tutti all'età della pietra :classic_biggrin:

  • Melius 2
SimoTocca
1 minuto fa, grisulea ha scritto:

Anche questa è una affermazione generalmente errata. A parità di tensione e corrente non esiste e non può esistere alcuna differenza

Guarda, ne prendo atto! Non ne voglio dscutere più di questo punto, seppure  concettualmente resto in netto disaccordo, perché è come se tu dicessi che 2 + 2 fa 3… ma va bene pure che faccia 3… mi va bene, se no non si va avanti..

Fatto sta che, al netto delle possibili suggestioni, la differenza ad orecchio è così netta, lampante, chiara… che deve sottendere per forza qualche regola tecnica teorica…

Del resto sulla BiAmp passiva, sulle motivazioni tecniche e sui suoi vantaggi sono stati scritti articoli scientifici assai numerosi… e non è questa le sede giusta per dibatterli nuovamente… ma sono già stati riassunti validamente in alcuni posts di chi è intervenuto..

SimoTocca
2 minuti fa, widemediaphotography ha scritto:

Fermo restando che la multiamplificazione attiva vince a mani basse contro qualunque sistema passivo

Sono assolutamente d’accordo con te su tutto, fatta eccezione per la tua premessa.

Mi spiego meglio: se si parla di nuovi progetti di diffusori, sono d’accordo anche con la tua premessa, intendiamoci! Progetti che ab inzio prevedono Multi (non solo Bi, ma Multi) amplificazione attiva. Ne ho presenti alcuni, e sono ben suonanti e validi! 
Ma su progetti anzianotti, come le Maggies 3, l’introduzione di BIAmp attiva può stravolgere il suono del progetto originale.

Io non cercavo questo, e quindi ho adottato la BiAmp passiva.

Non è che questa vuole essere una regola universale, ma su progetti anziani, e magari gloriosi (ne ho in mente due o tre che a distanza di 40 anni sono ancora insuperati… e fra questo le Magneplanar..) la scelta meno invasiva è spesso la scelta vincente..

one4seven

@SimoTocca Simo, lasciamo perdere definizioni, termini tecnici, Bruno Putzu e compagnia cantante. È meglio... Damme retta. :classic_biggrin:

Molto più semplicemente, hai sperimentato una soluzione che probabilmente è, per i tuoi diffusori, più efficace rispetto alla tua amplificazione residente. Bene così, anche perché caso vuole che la soluzione offra anche un rapporto q/p assolutamente vantaggioso.

Che voi de più? :classic_wink:

SimoTocca
4 minuti fa, one4seven ha scritto:

meglio... Damme retta. 

No no, non ti do retta… leggere e informarsi prima di intervenire su cose che non si conoscono a mena dito penso sia salutare per tutti… per me in prima battuta.. e cerco di farlo sempre..

Aveco nei primi post risposto in maniera istantanea e sbagliando, ad una domanda di @appecumdria, e mi sono corretto … si può sbagliare … per fortuna non siamo a sostenere degli esami di laurea..

Ma penso che leggerci a vicenda, riflettere sulle proprie convinzioni e conoscenze, andare a verificarle…ecco sia una cosa buona.. e 

…. ecco penso che non dovrebbe valere solo per me… 😉
Hai certamente ragione sul fatto che ho trovato un beneficio e che ne devo essere felice… Ma ho aperto questa discussione anche per condividere e cercare di capire… 

3 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

che deve sottendere per forza qualche regola tecnica teorica…

Mi pare di avertela appena spiegata. 

3 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Del resto sulla BiAmp passiva, sulle motivazioni tecniche e sui suoi vantaggi sono stati scritti articoli scientifici assai numerosi…

Non mi pare, dicono invece generalmente l'opposto. Nessun vantaggio rispetto ad ampli singolo di doppia potenza e stessa classe qualitativa. Ti è chiaro che la potenza dei due non si somma?  Comunque inutile continuare, mi pare di aver chiarito abbastanza il punto. Poi quello che uno sente è in fatto personale. Son contento per te per il risultato raggiunto. Ho sempre amato il suono magneplanar e spesso mi chiedo perché non le abbia mai prese. Misteri dell'hifi. 

  • Melius 1
jakob1965
6 minuti fa, one4seven ha scritto:

Putzu

 

AR spiegava bene l'approccio circuitale di Putzeys 

Evidentemente un ottimo elettrotecnico e progettista

Se non ricordo male ha introdotto la retroazione o la ha introdotta diversamente in modo avere dei vantaggi sonori

Bisogna trovare gli articoli tecnici.

6 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

e cercare di capire… 

Francamente non mi pare. 

8 minuti fa, one4seven ha scritto:

Molto più semplicemente, hai sperimentato una soluzione che probabilmente è, per i tuoi diffusori, più efficace rispetto alla tua amplificazione residente. Bene così, anche perché caso vuole che la soluzione offra anche un rapporto q/p assolutamente vantaggioso.

Molto molto semplicemente. La stessa cosa feci io quasi 15 anni fa, via monitriodi, via classe a, avanti classe d, già allora per me suonavano bene tanto quanto, almeno nel mio caso. 

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