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Melius Club

Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata


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mozarteum
31 minuti fa, gobert4 ha scritto:

Se per “dal vivo” si parla sempre di ambienti idonei e curati, le misure saranno molto buone,

Il Musikverein ha un’acustica non ideale secondo le misure (tempo di riverbero, equilibrio fra le sezioni ecc.: chiudendo gli occhi e salvo per qualche suono direttivo - le voci e pochissimo altro- non sapresti da che parte del palcoscenico viene il suono, peraltro solidissimo e potentissimo, seduto in fila 10). Ma e’ ritenuta dai musicisti una delle migliori sale del mondo soprattutto per la musica romantica e tardoromantica, per via di quel particolare riverbero che conferisce al suono un andamento sognante quasi. Quindi non esiste “il suono”. Esistono varie configurazioni di suono anche nel live. Altre sale, piu’ “secche” si prestano meglio alla musica moderna dove prevale la lucentezza, lo sbalzo timbrico, il guizzo veloce ecc. Poi ci sono sale piu‘ “universali”: la mitica Philarmonie di Berlino ad esempio.

Quindi parliamo di questo e con cognizione di causa.

Ma sono convinto che le misure nella musica riprodotta non siano quelle che si adoperano per costruire le sale.

  • Melius 1
12 minuti fa, scroodge ha scritto:

E tu metti 4 sub equalizzati come piace a te, perché se no, ti danno fastidio.
Ed è giusto così.
Mica perchè e per come lo fai tu, allora va bene, ma se lo fa un altro, no.

Che siano gli alti o i bassi o quello che si vuole, è del tutto indifferente.

Non piace l'interazione diffusori-ambienti e si equalizza, ognuno come gli va, e come riesce.

Attivo, passivo, cavi, legnetti... non ha importanza.

5 sub da 70 hz in giù.

Ma funziona pure senza.

La questione è sempre la stessa alcuni tra cui io sentono perfettamente quello che la eq attiva toglie come naturalezza altri no.

Insomma è sempre una questione di essere portati o meno alla alta fedeltà .

ilmisuratore
3 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Il Musikverein ha un’acustica non ideale secondo le misure (tempo di riverbero, equilibrio fra le sezioni ecc.: chiudendo gli occhi e salvo per qualche suono direttivo - le voci e pochissimo altro- non sapresti da che parte viene il suono). Ma e’ ritenuta dai musicisti una delle migliori sale del mondo soprattutto per la musica romantica e tardoromantica, per via di quel particolare riverbero che conferisce al suono un andamento sognante quasi. Quindi non esiste “il suono”. Esistono varie configurazioni di suono anche nel live. Altre sale, piu’ “secche” si prestano meglio alla musica moderna dove prevale la lucentezza, il guizzo veloce ecc. Poi ci sono sale piu‘ “universali”: la mitica Philarmonie di Berlino ad esempio.

Quindi parliamo di questo e con cognizione di causa.

Ma sono convinto che le misure nella musica riprodotta non siano quelle che si adoperano per costruire le sale.

E' una scelta per la musica prodotta

Se alla musica riprodotta aggiungi ulteriore riverbero incontrollato ne viene fuori qualcosa di poco discernibile

8 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Musikverein ha un’acustica non ideale secondo le misure (tempo di riverbero, equilibrio fra le sezioni ecc.). Ma e’ ritenuta dai musicisti una delle migliori sale del mondo soprattutto per la musica romantica e tardoromantica, per via di quel particolare riverbero che conferisce al suono un andamento sognante quasi. Quindi non esiste “il suono”. Esistono varie configurazioni di suono anche nel live. Altre sale, piu’ “secche” si prestano meglio alla musica moderna dove prevale la lucentezza, il guizzo veloce ecc. Poi ci sono sale piu‘ “universali”: la mitica Philarmonie di Berlino ad esempio.

Quindi parliamo di questo e con cognizione di causa.

Ma sono convinto che le misure nella musica riprodotta non siano quelle che si adoperano per costruire le sale.

Tutto condivisibile, però se voglio ascoltare le informazioni della registrazione con tutti i riverberi e le imperfezioni della sala di incisione, meglio non avere ( o meglio dire limitare) i riverberi e le imperfezioni della sala di riproduzione.

ilmisuratore
5 minuti fa, Dufay ha scritto:

alcuni tra cui io sentono perfettamente quello che la eq attiva toglie come naturalezza altri no.

Pure io lo sento...però quando la "eq attiva" è fatta con i piedi

E' piuttosto facile imbattersi in eq attiva fatta con i piedi poichè per la stragrande maggioranza eq attiva significa piggiare automatico un bottone e spianare tutto quanto 

 

mozarteum

Molta teoria in questi interventi. Sul piano pratico non ci sono queste tragedie. Io concordo con quel che diceva Bebo: suona, non suona (intendendo il tutto, ambiente e impianto).

Chi sta sempre con le misure in mano non ha fiducia nelle proprie orecchie. 

ilmisuratore

@Dufay...c'è un enorme paradosso però...

Ti accorgi che l'eq attiva (fatta con i piedi) toglie naturalezza e NON ti accorgi che il telefono usato come DAC di "danni" ne fa pure lui ?

Se aspiri all'olimpo delle prestazioni guarda che il telefono è ampiamente migliorabile eh ????

ilmisuratore
1 minuto fa, mozarteum ha scritto:

Chi sta sempre con le misure in mano non ha fiducia nelle proprie orecchie. 

Carissimo però non funziona cosi

Chi sta con le misure in mano è solo fissato 

Le misure vanno utilizzate soltanto in fase di allestimento....poi si conserva l'attrezzatura e si va di orecchio e di musica

Possiedo un setup microfonico con pre dedicato pregevole...lo usai per la rilevazione della risposta all'impulso...un peccato tenerli dentro la valigetta a marcire

pietralata

Evidentemente è un discorso che va oltre le preferenze di ognuno ed andrebbe affrontato necessariamente con equilibrio. Così, come un trattamento passivo può “attufare” un ambiente, la correzione attiva non può modificare la fisica di una stanza e da letteratura, andrebbe utilizzata per ottimizzare, soprattutto la risposta in basso.

 

nella prima foto, un posizionamento “un po’” forzato, per ottenere più spazio dietro il punto di ascolto. Risultato quasi soddisfacente ma prime riflessioni troppo incidenti, basso abbastanza intelligibile ma riverberante, discreta fatica d’ascolto.

 

nella seconda, spostando i diffusori, nell’angolo dove avevo fino a qualche mese fa le Harbeth grandi, con problemi prevalentemente di cancellazioni e perdita di articolazione in basso.

Ora, con le Atc Scm20 ed il loro sub dedicato, in questo posizionamento, ho ridotto di molto l’incidenza delle prime riflessioni, il canale centrale è scolpito, profondità, ed in un più ampio range di frequenze, ho una piacevolissima chiarezza ed intelligibilità che non avevo prima, basso articolato con incrocio sugli 80hertz e quasi totale attenuazione riverberi.

L’altra sera sono riuscito ad ascoltare come mai era successo, per intero, l’album Fear Inoculum dei Tool, a volumi tutt’altro che condominiali (tra l’altro una menzione al lavoro fatto da Aurion sul mio CDE, adesso veramente un lettore di alto livello).

IMG_2704 Large.jpeg

IMG_2995.jpeg

25 minuti fa, scroodge ha scritto:

Rimane che equalizzi.

Tu.

E tanti altri qui.

Non è che sei migliore di altri per via dei 70Hz in giù

Si si vabbè 

11 minuti fa, Max440 ha scritto:

 

Pensa un po'... proprio quello che ho detto diversi post addietro :classic_wink:

Ovviamente sbagliando tanto per cambiare.

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